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A New York il petrolio chiude in ribasso del -0.4%

Giornata negativa per il petrolio a New York infatti le quotazioni del greggio hanno segnato un segno negativo del -0.4% chiudendo al valore di USD 88.05 al barile.


Disoccupazione al top dal 2004

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre è salito al 28,9%, il livello più elevato dal gennaio del 2004, ovvero dall'inizio delle serie storiche mensili.


Eclissi parziale di sole

La luna ha coperto parzialmente il sole durante la prima eclissi solare del nuovo anno: un fenomeno visibile in quasi tutta Europa ed anche in alcune parti dell'Asia e dell'Africa.


A New York il petrolio chiude in ribasso del -0.4%

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Disoccupazione al top dal 2004

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre è salito al 28,9%, il livello più elevato dal gennaio del 2004, ovvero dall'inizio delle serie storiche mensili.


Eclissi parziale di sole

La luna ha coperto parzialmente il sole durante la prima eclissi solare del nuovo anno: un fenomeno visibile in quasi tutta Europa ed anche in alcune parti dell'Asia e dell'Africa.


A New York il petrolio chiude in ribasso del -0.4%

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Disoccupazione al top dal 2004

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La luna ha coperto parzialmente il sole durante la prima eclissi solare del nuovo anno: un fenomeno visibile in quasi tutta Europa ed anche in alcune parti dell'Asia e dell'Africa.


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Disoccupazione al top dal 2004

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Disoccupazione al top dal 2004

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Correzione salutare o siamo ad una svolta? Stampa E-mail
Scritto da Massimo Stramandinoli   
Lunedì 07 Marzo 2011 00:00
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Eccomi di nuovo a scrivere sul nostro indice nazionale più importante del panorama azionario ovvero il FtseMib.

Desidero ricordare che nell’ultimo articolo avevo considerato un arrivo dell’indice FtseMib a quota 23.235 cosa che il 18 Febbraio si è materializzato infatti l’indice in questione ha toccato come massimo quota 23.273 poco sopra la quota da me indicata.

Alla luce dei fatti adesso ed osservando il grafico del FtseMib esso dopo aver segnato il massimo di breve periodo 23.273 ha iniziato una correzione della tendenza rialzista quest’ultima da considerare il periodo che va dal 30 Novembre 2010 quando l’indice in esame ha registrato il minimo a quota 19.006 per poi reagire e trovare spazio per una salita così da formare un canale rialzista.

L’ultima sessione dell’ottava appena trascorsa il canale su scritto è stato sfondato di poco al ribasso ed il nostro indice nazionale ha chiuso la giornata a quota 22.138. Pertanto è opportuno adesso monitorare area di quota 21.670 perché un eventuale abbandono di tale quota potrebbe far ritornare un altro periodo di sofferenza del nostro indice FtseMib.

Diversamente solo il superamento di quota 23.500 darebbe linfa al nostro indice per una risalita fino ad area 24.000.

Passando all’indice più importante nel panorama azionario del paese a stelle e strisce ovvero lo S&P500 ed osservando il suo grafico si può notare come la tendenza rialzista sia ancora ben salda e forte nonostante la chiusura dell’ultima sessione della passata settimana a quota 1.321 circa con una variazione negativa del -0.74%.

A questo punto bisogna monitorare quota 1.300 perché una sua tenuta potrebbe dare il “la” per un’ulteriore gamba rialzista e raggiungere quota 1.365.

Diversamente solo l’abbandono di area quota 1.270 potrebbe mettere in discussione la tendenza rialzista dell’ultimo periodo.

 

Un “In Bocca al Lupo a Tutti!!!”

Massimo Stramandinoli

Direttore responsabile del sito www.laborsaditutti.it

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Come rilanciare l'immobiliare. Le idee del Censis Stampa E-mail
Scritto da Pierpaolo Molinengo   
Venerdì 17 Giugno 2011 16:38
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Dall'inizio della crisi (2007) si è ridotto di un quarto il volume delle compravendite residenziali, che si prevede raggiungeranno nel 2011 le 595mila unità, solo il 2,8% in meno rispetto alle 612mila del 2010. Nonostante la stagnazione della domanda, i prezzi medi a livello nazionale sono rimasti praticamente stabili, con una riduzione nel 2010 solo dell'1,9% in termini reali. Tuttavia, nelle grandi città si è registrato un piccolo rimbalzo. A Milano, nelle aree di pregio i valori salgono del 5,0%, nelle zone intermedie del 2,4%, in periferia dell'1,6%. A Roma i prezzi aumentano di più nelle zone semicentrali: +2,7% in centro, +3,6% nel semicentro, +1,7% nelle periferie. 
È quanto emerge dalla 15ª edizione del monitoraggio immobiliare «Rem. Real Estate Monitor» realizzato da Censis e Scenari Immobiliari.
Il Rapporto propone anche un programma in sette punti per rilanciare il settore:
1. Cogliere il vento dei business possibili. È importantissimo massimizzare le opportunità esistenti, come il social housing e l'intervento per le energie rinnovabili e il risparmio energetico. Bisogna puntare sugli effetti positivi della cedolare secca sugli affitti, attraendo risparmi familiari per immobili da dare in locazione. 
2. Inventiva, competenza e aggregazione per accrescere la potenza imprenditoriale. È necessario superare la dimensione artigianale, centrata sul solo imprenditore capo-azienda, per realizzare la transizione verso medie imprese che incorporino maggiori competenze tecniche, proprio come è successo nel settore manifatturiero.
3. Ridare anima ai progetti immobiliari. Molti interventi e investimenti del real estate italiano incontrano difficoltà a realizzarsi o restano sulla carta a causa della cattiva qualità dei progetti.
4. Ritrovare un equilibrio tra finanza immobiliare, promotori/costruttori e Comuni. La finanza immobiliare è portatrice, oltre ai mezzi finanziari, di un sistema di regole per garantire la riuscita degli interventi. 
5. Allargare l'orizzonte ai mercati internazionali. L'industria immobiliare italiana deve espandersi all'estero. Molte imprese italiane richiedono immobili per la loro espansione internazionale, e Paesi a noi vicini (dalla Turchia alla Russia) presentano tassi di crescita del 4-5% all'anno.
6. Alzare il tono della fiducia, condividere valori. In Italia voci diverse reclamano più trasparenza a tutti i livelli. Diventare industria immobiliare comporta anche l'onere di mettere in campo meccanismi non giurisdizionali di garanzia, in modo da incrementare il capitale fiduciario all'interno e all'esterno del settore.
7. Cambiare le finalità della rappresentanza. Il settore immobiliare ha ancora una rappresentanza debole e frammentata.

Pierpaolo Molinengo
Direttore responsabile del sito www.newspages.i
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Correzione salutare per un inizio di altra gamba rialzista del FtseMib? Stampa E-mail
Scritto da Massimo Stramandinoli   
Domenica 13 Febbraio 2011 19:05
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Settimana appena passata del nostro indice nostrano FtseMib con una correzione salutare che potrebbe aprire uno scenario di ripresa dello stesso indice e costruzione di altra gamba rialzista. Perché l’ipotesi rialzista possa evolversi in concreto il nostro indice deve avere capacità in primis di ripresa, cosa tra l’altro apparentemente dimostrata nell’ultima sessione dell’ottava passata, e poi superare il massimo dell’ultimo periodo ovvero quota 22.953 per poi arrivare indenne all’obiettivo da me scritto in precedenza ovvero quota 23.235.

Diversamente un eventuale abbandono di quota 22.000 potrebbe causare un ritorno di sofferenza dell’indice FtseMib.

 

Andando a scrutare nel paese a stelle e strisce ed osservando il grafico dell’indice faro dei mercati azionari ovvero lo S&P500 risalta subito agli occhi come risulta inarrestabile la forza rialzista dell’indice in esame dove gli acquirenti non hanno abbassato la guardia tanto da far segnare settimana dopo settimana sempre nuovi massimi di periodo, ovviamente con interruzioni brevi di correzioni.

Infatti l’ottava appena passata l’indice S&P500 ha segnato un nuovo massimo di periodo a quota 1.330,79 proprio nell’ultima sessione della settimana appena trascorsa. Inoltre è da considerare che la fase rialzista di quest’ultimo periodo non è stata minimamente sfiorata da notizie varie di natura Geopolitica ed Economica e che il Rally in atto sia forte e robusto è evidente e reale.

Pertanto alla luce dei fatti sembra che l’indice S&P500 sia più propenso a segnare altri massimi di periodo in sequenza e che il prossimo obiettivo potrebbe configurarsi al raggiungimento di quota 1.365 circa.

Diversamente un eventuale abbandono di quota 1.300 potrebbe verificarsi un’ulteriore correzione “salutare” per poi dare altra spinta e raggiungere nuove vette. Quindi perché potrebbe preoccupare la fase rialzista l’indice in esame dovrebbe ritornare sotto quota 1.175, quest’ultima quota sembra attualmente lontano! Staremo a vedere!!!   

  


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Massimo Stramandinoli

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In Italia cala la voglia di matrimonio Stampa E-mail
Scritto da Pierpaolo Molinengo   
Domenica 29 Maggio 2011 09:33
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In Italia cala la voglia di famiglia e di casa? Non è detto. L'Istat, però, certifica un calo dei matrimoni nel nostro paese: nel 2010 sono stati 217mila, contro i 230.613 del 2009.
In soli due anni si registrano quasi 30 mila matrimoni in meno: nel 2008 erano stati 246.613, pari a 4,1 ogni mille abitanti.
La tendenza alla riduzione delle nozze è in atto dal 1972, ma nel biennio 2009-2010 il calo è stato particolarmente accentuato. Infatti, la variazione media annua ha raggiunto il -6%, un valore decisamente al di sopra del -1,2% registrato, in media, negli ultimi 20 anni.
La diminuzione delle nozze nel biennio 2009-2010 ha interessato tutte le aree del Paese. Tra le grandi regioni, quelle in cui il calo è stato più marcato sono Lazio (-9,4%), Lombardia (-8%), Toscana (-6,7%), Piemonte e Campania (-6,4% in entrambi i casi).
A diminuire sono soprattutto le prime nozze tra sposi entrambi di cittadinanza italiana, 175.043 celebrazioni nel 2009, 10.706 in meno rispetto al 2008; questa differenza spiega da sola il 67% della diminuzione osservata per il totale dei matrimoni tra i due anni (-16 mila).
Un altro 30% della diminuzione 2008-2009 è dovuto ai matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è di cittadinanza straniera: nel 2009 sono state celebrate 32 mila nozze (pari al 14% del totale dei matrimoni), quasi 5 mila in meno rispetto al 2008 e i dati del 2010 suggeriscono una ulteriore contrazione.
Nell'ambito dei matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è straniero, sono quelli misti (in cui un coniuge è italiano e l'altro straniero, oltre 21 mila celebrazioni nel 2009) a far registrare la riduzione più marcata (3.191 in meno rispetto al 2008).
Nel 2009 l'incidenza dei matrimoni in regime di separazione dei beni è pari al 64,2% e supera la quota di quelli in regime di comunione dei beni in tutte le ripartizioni.

Pierpaolo Molinengo
Direttore responsabile del sito www.newspages.i
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Dai mutui al 36%: gli sconti del Fisco sotto la lente Stampa E-mail
Scritto da Pierpaolo Molinengo   
Venerdì 20 Maggio 2011 07:49
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Via libera alle agevolazioni fiscali per l'acquisto all'estero di veicoli da parte di contribuenti disabili. Rientra, invece, tra le spese sanitarie agevolabili la psicoterapia, anche senza prescrizione, ma non l'acquisto della piscina utilizzata a fini terapeutici. Sono solo alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 20/E del 13 maggio, in cui l'Agenzia risponde alle domande dei contribuenti, dedicando una particolare attenzione anche agli interessi passivi dei mutui, sia nelle ipotesi di accollo sia nell'acquisto della nuda proprietà. 

Affitto universitari fuori sede: 
a ogni genitore il proprio sconto - I genitori con due figli a carico che studiano in città diverse possono beneficiare entrambi della detrazione del 19% su ciascun canone d'affitto. I figli, infatti, sono titolari di due distinti contratti di locazione. I genitori, quindi, possono beneficiare dell'agevolazione entrambi per intero, considerando per ciascun canone pagato il limite massimo di 2.633 euro. 

Mutui: accolli e nuda proprietà. 
Gli interessi passivi sul mutuo, stipulato originariamente da entrambi i coniugi per l'acquisto dell'abitazione principale, possono essere detratti per intero (nella misura del 19% e per un importo non superiore a 4mila euro) dal coniuge che a seguito di separazione consensuale ha acquisito la proprietà dell'intero immobile e si è accollato le relative rate del mutuo.
Questa possibilità è concessa anche nel caso in cui il mutuo risulti ancora cointestato presso l'istituto di credito, a patto che ci sia un atto pubblico o una scrittura privata autenticata che dimostri che l'intero onere è sostenuto dal coniuge diventato unico proprietario.

Detrazione piena per la nuda proprietà data in usufrutto. 
Il nudo proprietario che ha stipulato un muto per acquistare la piena proprietà di un immobile concesso in usufrutto al figlio può detrarre, sempre nella misura del 19%, tutti gli interessi pagati con riferimento all'intero valore dell'immobile.

36%: ok per gli addolcitori d'acqua in manutenzione straordinaria. 
I contribuenti che installano addolcitori di acqua domestici possono usufruire della detrazione Irpef del 36% e dell'aliquota Iva agevolata del 10% se l'installazione dell'apparecchio comporta modifiche strutturali che comprendono opere di manutenzione straordinaria dell'abitazione e/o degli impianti.

Pierpaolo Molinengo
Direttore responsabile del sito www.newspages.i
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Gli incentivi alle costruzioni private Stampa E-mail
Scritto da Pierpaolo Molinengo   
Venerdì 13 Maggio 2011 07:39
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Decreto Legge Sviluppo. Ma cosa cambia per il mondo immobiliare. Quali sono i cambiamenti operativi per chi lavora nel settore?
Il testo del decreto legge analizzato è quello approvato dal Consiglio dei Ministri in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 
L'Ance spiega che «fra le previsioni per il settore privato si segnala l'esclusione della gara per le opere di urbanizzazione primaria a scomputo. In particolare, viene modificato il Testo Unico edilizia, prevedendo che, nell'ambito dei piani attuativi o di atti equivalenti comunque denominati, le opere di urbanizzazione primaria sotto soglia comunitaria sono realizzate direttamente dal titolare del permesso di costruire a scomputo dei relativi oneri e non è quindi più necessario esperire la procedura negoziata di cui all'art. 57, comma 6 del D.Lgs. 163/2006». 
Secondo l'Ance un'altra rilevante innovazione riguarda il procedimento per il rilascio del permesso di costruire poiché viene introdotto il silenzio assenso, qualora sia decorso inutilmente il termine per l`adozione del provvedimento conclusivo. 
Il Decreto Legge - spiega l'Ance - fornisce poi indicazioni sull'operatività della SCIA, chiarendo che si applica all'edilizia ma non sostituisce la Superdia e che restano ferme le disposizioni relative alla vigilanza sull'attività urbanistico edilizia, alle responsabilità ed alle sanzioni previste in materia di Dia dal TU edilizia. 
Sempre nell'ambito delle procedure edilizie il decreto legge introduce una regolarizzazione automatica delle lievi difformità verificatesi nella fase costruttiva rispetto al progetto originariamente assentito. In particolare la tolleranza riguarda le violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non superino per singola unita` immobiliare il 2% delle misure progettuali. 
L'Ance conclude: «prevedendo che i contratti di trasferimento dei diritti edificatori sono soggetti a trascrizione nei registri immobiliari (nuovo punto 2 bis dell`art. 2643 del Codice civile), il legislatore statale prende finalmente posizione sull'annosa questione della natura giuridica dei diritti edificatori attribuendo ad essi natura di diritti reali».

Pierpaolo Molinengo
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Partiti i controlli sui redditi d'affitto Stampa E-mail
Scritto da Pierpaolo Molinengo   
Venerdì 06 Maggio 2011 00:24
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Al via i controlli sui redditi di locazioni fabbricati 2006 da parte del Centro operativo di Pescara. Sono state inviate, infatti, le prime notifiche degli avvisi di accertamento parziale che raggiungeranno le cassette postali dei proprietari di immobili in affitto per i quali il sistema automatizzato ha rilevato un'incongruità rispetto ai redditi dichiarati per il 2006. Per l'occasione, l'Agenzia delle Entrate ha inoltre istituito un apposito numero di assistenza telefonica mirata: 848.448.833.

Redditi d'affitto sotto controllo incrociato
Gli atti d'accertamento parziale automatizzati (articolo 41 bis del Dpr 600/73) sono quelli che scaturiscono dal controllo incrociato tra dati contenuti nei contratti di locazione registrati e quelli esposti in dichiarazione dei redditi dai proprietari di immobili. Se il sistema rileva delle incongruità, scatta la notifica al contribuente.

Attività delocalizzata tra Pescara e Reggio Calabria
Il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 28 gennaio scorso ha attribuito al Centro operativo di Pescara, che risponde alla Direzione centrale Accertamento, il compito, tra l'altro, di eseguire gli accertamenti parziali "centralizzati". Un'attività di controllo che riguarda, nello specifico, tutto l'iter degli atti di accertamento parziale, dalla redazione dell'atto fino all'iscrizione a ruolo delle somme dovute, e che viene svolta, oltre che dal Centro di Pescara, anche dalla sua struttura delocalizzata con sede a Reggio Calabria. La competenza si estende a tutto il territorio nazionale, a eccezione delle posizioni accertabili dalla Direzione provinciale di Bolzano, che emette atti bilingui.

Un numero di assistenza ad hoc
Per favorire il rapporto di collaborazione con i contribuenti, l'Agenzia ha anche istituito un numero dedicato – 848.448.833 – che permetterà di entrare direttamente in contatto con i funzionari del Centro operativo per ricevere assistenza e informazioni e inviare eventuale documentazione via fax o e-mail.

Pierpaolo Molinengo
Direttore responsabile del sito www.newspages.i
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Mutui prima casa rinegoziati: detraibili anche gli interessi da conto accessorio Stampa E-mail
Scritto da Pierpaolo Molinengo   
Lunedì 25 Aprile 2011 18:07
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L'agevolazione sul mutuo prima casa si allarga anche agli interessi maturati su un conto corrente accessorio aperto per rinegoziare il mutuo originario. La rinegoziazione, infatti, serve a dare ossigeno al contribuente in difficoltà a causa della crisi finanziaria, consentendogli di pagare una rata "immune" dai tassi d'interesse fluttuanti. Lo chiarisce l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 43/E, che prende le mosse dalla richiesta dell'Associazione banche italiane (Abi), interessata a sapere se possono rientrare nella detrazione del 19 per cento anche gli interessi prodotti sul conto accessorio dopo aver rinegoziato il mutuo per acquistare, costruire o ristrutturare l'abitazione principale.

 

Contratto iniziale e rinegoziazione: due atti per la stessa causa
Il documento di prassi richiama il dettato della Convenzione tra Abi e Mef, secondo cui il contratto originario di mutuo e la sua rinegoziazione rispondono alla stessa causa: comprare, costruire o ristrutturare l'abitazione principale. Anche il conto accessorio, infatti, è garantito da ipoteca sull'immobile, così come quello per cui è prevista la detrazione. L'apertura del conto accessorio non comporta per il cliente un nuovo piano di ammortamento del mutuo originario e le rate continuano a essere addebitate con le vecchie scadenze e in base all'importo originario pattuito con la banca.

Cosa certifica la banca
Gli istituti di credito, nel compilare l'attestazione del pagamento degli interessi sul mutuo, devono certificare l'importo sia di quelli che risultano dal contratto originario sia di quelli derivanti dal conto accessorio.

Pierpaolo Molinengo
Direttore responsabile del sito www.newspages.i
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Studi di settore: approvati i correttivi Stampa E-mail
Scritto da Pierpaolo Molinengo   
Domenica 10 Aprile 2011 08:48
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L'Ance spiega che la Commissione degli Esperti degli Studi di Settore ha approvato i correttivi congiunturali da applicare agli Studi di Settore 2011 (relativi al periodo d`imposta 2010).
Come noto, tali correttivi incidono direttamente nella stima dei «ricavi congrui» effettuata dagli Studi, al fine di cogliere gli effetti della crisi economica sull'attività dei diversi settori produttivi.
L'Ance aggiunge che «in particolare, l'attuale congiuntura ha reso necessaria un'ampia verifica dei margini realizzati nel 2010 rispetto al periodo di evoluzione dello Studio di riferimento, anche alla luce del fatto che il fenomeno di crisi ha comportato una maggior rigidità della struttura aziendale, conseguente al minor utilizzo degli impianti e dei beni strumentali. Per quanto attiene al periodo d'imposta 2010, è stato sostanzialmente confermato l'impianto dei correttivi congiunturali già delineato con riferimento all'annualità 2009, mentre viene modificata l'entità di «abbattimento» dei ricavi stimati, per tener conto della diversa incidenza della crisi sui vari settori produttivi». L'Ance ritiene che ciò valga anche per il settore delle costruzioni che, nel biennio 2009-2010, ha registrato una contrazione delle operazioni attive maggiore rispetto a tutti gli altri comparti che, ai fini degli Stud! i di Settore, sono raggruppati nella macroarea dei «Servizi». Per lo Studio di Settore per l'edilizia UG69U, dovrebbero quindi trovare applicazione, anche per il periodo d`imposta 2010, sia i «correttivi congiunturali di settore», che operano per tutti i soggetti non congrui, al fine di tener conto della riduzione, nel 2010, dei margini e della redditività in conseguenza della crisi economica, sia i «correttivi congiunturali individuali», che adeguano i risultati dello Studio alla situazione di crisi non interamente colta dai precedenti correttivi di settore.

Pierpaolo Molinengo
Direttore responsabile del sito www.newspages.i
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Il risparmio delle famiglie si è ridotto di 20 miliardi Stampa E-mail
Scritto da Pierpaolo Molinengo   
Mercoledì 06 Aprile 2011 19:19
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Dal 1990 ad oggi il risparmio complessivo delle famiglie italiane si è ridotto di circa 20 miliardi di euro e se all'inizio del periodo per ogni 100 euro di reddito se ne risparmiavano 23, oggi le famiglie riescono a metterne da parte meno di dieci indicando, quindi, una consistente riduzione della propensione al risparmio, praticamente più che dimezzata nell'arco di un ventennio; nello stesso periodo, con un reddito disponibile stagnante e sostanzialmente invariato dal 1990 al 2010, il risparmio annuo pro capite, in termini reali, si è ridotto di quasi il 60% (circa 4.000 euro nel 1990, 1.700 euro nel 2010); un terzo delle famiglie italiane ritiene l'investimento in immobili la principale forma di utilizzo - soprattutto a fini cautelativi - del surplus monetario. Questi i principali risultati che emergono da un'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio sui risparmi delle famiglie italiane dal 1990! al 2010. Le decisioni di consumo e di risparmio dipendono da tanti fattori, di natura economica, sociale, demografica, culturale. Certamente il livello del reddito e la sua dinamica hanno un impatto sul livello del risparmio. E' sorprendente notare come il livello monetario del risparmio sia oggi inferiore a quello di venti anni fa di circa 20 miliardi di euro. La contrazione del risparmio dipende da due importanti cause: la prima, ben nota, riguarda la stagnazione del reddito disponibile. La seconda riguarda l'età media della popolazione. Tra il 2000 e il 2007 il risparmio effettivamente cresce ma la dimensione demografica non spiega la caduta del risparmio tra il 2009 e il 2010. La ragione di questa contrazione, purtroppo, è tutta dentro la prolungata riduzione del reddito disponibile delle famiglie. 
La gravità della stagnazione dei redditi nel periodo pre-recessione e la profondità della caduta dei redditi durante la recessione del biennio 2008-2009 si vedono meglio, dunque, attraverso la lettura delle statistiche sul risparmio rispetto a quanto emerge dalle valutazioni sulle dinamiche dei consumi. 
La dinamica del reddito resta comunque una determinatne fondamentale.

Pierpaolo Molinengo
Direttore responsabile del sito www.newspages.i
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Casa dolce casa: ma quanto mi costi? Stampa E-mail
Scritto da Pierpaolo Molinengo   
Domenica 03 Aprile 2011 07:31
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Come ogni anno L'O.N.F. - Osservatorio Nazionale della Federconsumatori ha elaborato le previsioni sulle variazioni dei costi per l'affitto e per il mantenimento della casa dal 2001 ad oggi.
I costi sono stimati prendendo in considerazione un appartamento di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana.
Lo studio conferma che i costi relativi alla casa continuano a pesare fortemente sui bilanci familiari.
Ad aggravare la situazione contribuiscono gli ulteriori rincari previsti per le spese connesse alla casa: dalla luce al riscaldamento, dal gas alla nettezza urbana.
In media, rispetto al 2010, vi sarà un aggravio del +4%, pari a 57,80 Euro al mese, per chi ha un appartamento in affitto, del +7%, pari a 64,90 Euro al mese, per chi ha un appartamento di proprietà.
Il confronto appare impressionante spostando il termine di paragone al 2001:
- per la casa in affitto i costi sono cresciuti del +83%, ovvero +707,15 Euro al mese, pari a 8.485,80 Euro l'anno;
- per la casa di proprietà i costi sono aumentati del +33%, ovvero +241,35 Euro al mese, pari a 2.896,20 Euro l'anno.
Secondo l'analisi relativa ai costi per l'acquisto del suddetto appartamento-tipo, si è passati da 15 anni di stipendio necessari nel 2001 a 18 anni nel 2011.
«Quello che emerge chiaramente da questo studio – dichiarano Federconsumatori e Adusbef – è la difficoltà che le famiglie hanno nel sostenere i costi della casa. In una situazione di forte disagio, come quella che le famiglie attraversano, la casa continua a rappresentare, infatti, uno dei problemi più gravi del Paese, sia per quanto riguarda le abitazioni in affitto che per quelle di proprietà».
A registrare i maggiori disagi sono soprattutto le giovani coppie che vogliono emanciparsi o che vogliono mettere su famiglia. Un problema che appare ancor più evidente alla luce dell'impressionante livello raggiunto dalla disoccupazione giovanile nel nostro Paese (+29%).
Per tali motivi torniamo a rivendicare urgenti provvedimenti rivolti, da un lato a ridurre il costo dell'abitazione, soprattutto per i ceti più deboli, dotando il Paese di un serio piano per l'edilizia residenziale e, dall'altro, a sostenere il potere di acquisto delle famiglie, attraverso una detassazione per il reddito fisso.

Pierpaolo Molinengo
Direttore responsabile del sito www.newspages.i
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