FILOSOFIA DELL’ANALISI TECNICA
Prima di avviarci verso il cammino dell’analisi tecnica sui mercati finanziari (applicandola in particolare sul Forex), è opportuno fare un distinguo con l’analisi fondamentale. Quest’ultima studia tutti i fattori che determinano l’esatto prezzo di una valuta oppure merce oppure azione ecc.; pertanto il valore intrinseco si basa soprattutto sulla legge economica della semplice “domanda ed offerta”...
Questa è solo una parte dell'introduzione dell'e-Book di Massimo Stramandinoli.
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Scritto da Pierpaolo Molinengo
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Mercoledì 10 Marzo 2010 07:33 |
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Secondo il sesto “Osservatorio nazionale immigrati e casa” realizzato da Scenari Immobiliari sono 78mila gli acquisti di case realizzati dai lavoratori immigrati in Italia nel 2009, con un meno 24,3% rispetto allo scorso anno. E nel 2010 gli acquisti potrebbero essere solo 53mila, la metà rispetto alla media degli ultimi anni, se le banche non riprenderanno a concedere mutui. Questi i numeri che documentano il pericolo di una vera "emergenza abitativa" per quei 3,5 milioni di lavoratori immigrati che vivono in locazione o in sovraffollamento. Di questi, circa mezzo milione potrebbe comprare una casa, purché ci sia la possibilità di pagare un mutuo che superi l’80% del valore del bene che si intende acquistare. E proprio le restrizioni sulla concessione dei mutui sono alla base (insieme all'aumento della disoccupazione e del precariato) di questa riduzione del mercato. Negli ultimi cinque anni gli immigrati hanno acquistato oltre 600mila alloggi, per una spesa di circa 70 miliardi di euro. Prato è la provincia italiana con la maggiore percentuale di acquisti da parte di stranieri, (23% sul totale nazionale), seguita da Roma (16,5%), Torino (11,5%), Venezia (9,2%), Milano (7,8%) e Bologna e indiani. Infatti la via dell’affitto è tutt’altro che semplice. La locazione continua ad essere caratterizzata da alti costi, irregolarità contrattuali, difficoltà di reperimento degli alloggi e da pregiudizi degli intermediari o dei proprietari con cui si tratta. Da sottolineare poi la scarsa qualità, in media, delle abitazioni e la frequente condizione di sovraffollamento degli spazi. Il 61,3% degli immigrati residenti vive in locazione, il 9,1% alloggia presso parenti o altri connazionali, l’8,5% presso il luogo di lavoro.
Pierpaolo Molinengo Direttore responsabile del sito www.newspages.it
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Scritto da Massimo Stramandinoli
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Mercoledì 24 Febbraio 2010 20:08 |
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E’ crisi economica o no? Questa è la domanda che imperversa su tutti i media e soprattutto preoccupa tutti noi. Siamo realmente in una situazione di crisi economica oppure il peggio è passato? Bisogna essere realisti e cercare di fare un distinguo nel rispondere a questa domanda. In primo luogo, secondo il mio modesto parere, bisogna che si faccia l’analisi in senso soggettivo ed in senso oggettivo. Cosa intendo per senso soggettivo? La stessa parola “soggettivo” porta ad una valutazione di carattere personale ed arbitraria. Cerco di spiegarmi con semplici esempi. Quando la risposta viene data da persone che non vivono di “quotidianità” ovvero che non “fanno la spesa” e che posseggono una massa monetaria rilevante, risulta evidente che la risposta è negativa e che per loro la crisi non esiste. Tipico esempio sono gran parte dei politici che per motivi vari cercano di tenere a bada gli animi delle persone in crisi profonda mentre questi ultimi vedono il loro lavoro sfumare perché le fabbriche chiudono o altro. Poi esistono, per fortuna, molti imprenditori che hanno saputo centellinare le proprie forze e che la crisi non li sta toccando, in quanto continuano a fare bene il proprio mestiere di imprenditore cercando di massimizzare il profitto mettendo al primo posto i “lavoratori”. La risposta sarà di tutta altra natura se si intervista la gente comune che perde il lavoro o vede il potere d’acquisto ridotto notevolmente, pertanto si trovano a lottare giornalmente per poter arrivare alla fine del mese cercando di ridurre i danni. E’ essenziale che si faccia un distinguo tra chi la crisi non la vuole vedere in quanto non la vive e chi purtroppo la crisi la vive e non riesce a soddisfare nemmeno i bisogni primari. Inoltre esistono personaggi politici che devono calmierare gli animi, quindi chiudendo gli occhi dicono che la crisi è passata e che del resto la vita continua e sta iniziando la ripresa. Risulta evidente che se la stessa domanda è rivolta al mondo imprenditoriale in generale la risposta non prescinde da stati d’animo ma da realtà oggettiva. Per questo motivo la risposta è senza ombra di dubbio fortemente reale e soprattutto negativa. Oggi stiamo vivendo una crisi non paragonabile alle crisi storiche passate. Tutti fanno paragoni alla grande crisi del ’29, dimenticando o sottovalutando volutamente, che i tempi erano diversi e che l’uomo era abituato ad un tenore di vita modesto. Con la globalizzazione, il modo di vivere si è evoluto e si cerca di massimizzare tutto quello che si produce. Oggi i bisogni sono altri, lo stile di vita è altra cosa e soprattutto siamo “martellati” da pubblicità sublimale che invoglia la gente a cercare uno stile di vita elevato e non eterogeneo. Scritto questo in modo del tutto sintetico, desidero rivolgermi a chi dovrebbe tutelare il bene della gente (leggi politici) di vivere tra la gente comune per osservare se la crisi c’è o non esiste. Non desidero prolungarmi su questo argomento perché ci sarebbe moltissimo da scrivere ma allacciandomi a questa piccola riflessione desidererei, per l’ennesima volta. rivolgermi a chi opera sul mercato di stare attenti perché il peggio non è passato e quindi di fare “acquisti” sui mercati azionari con cautela e professionalità magari facendosi consigliare da consulenti finanziari esperti nei fatti e non “a parole”, ma soprattutto ricordando che il mercato azionario non è un gioco e che bisogna studiarlo ed avere tantissima esperienza in modo da poterlo affrontare serenamente cogliendo le varie opportunità che il mercato azionario offre con la vastità di strumenti finanziari (leggi derivati,opzioni,Forex ecc…). Per finire secondo la mia previsione, il nostro indice casalingo S&PMIB non ha finito la correzione e a Marzo dovremmo assistere ad una altra “scrollata” anche se in questi giorni dovrebbe lateralizzare e non superare i 22.000, attenzione perché potremmo arrivare sotto i 20.000 in modo violento. Mi riservo di scrivere in seguito qualche mia analisi sull’azionario puro. Un “In Bocca al Lupo a Tutti!!!”.
Massimo Stramandinoli
Direttore responsabile del sito www.laborsaditutti.it
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Scritto da Gianrocco Mecca
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Mercoledì 10 Marzo 2010 07:43 |
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I mercati con il rialzo di questa settimana sembrano aver ritrovato la serenità dopo la lunga discesa. Chi opera nel medio periodo ne ha approfittato per riempire i propri portafogli e ora attende sereno il ritorno sui massimi 2009 per decidere, dopo il test sulla resistenza a 24500 se mantenere aperte le posizioni o portare i gain a casa. Di contro tenere sempre alta la guardia, livellando quotidianamente gli stop loss.
Opportunità di acquisto - La discesa registrata nelle ultime settimane tuttavia ha creato delle buy opportunities e sono molteplici i titoli che possono considerarsi sottovalutati e sui quali si potrebbe avviare un piano di accumulo a medio termine.
Fair Value e Target Price - Prima di iniziare una premessa. Molti di voi tendono a confondere il termine Fair Value con il termine Target Price. Si tratta di due concetti completamente differenti. Il Fair Value, ovvero il “giusto valore” che dovrebbe avere un titolo in base ai suoi fondamentali. Per noi fondamentalisti il prezzo nel tempo tende a gravitare attorno al proprio fair value, creando di conseguenza una buy opportunities nel momento in cui si trova al di sotto e occasione di short nel caso di posizionamento al di sopra del proprio fair value. Il concetto di take profit invece attiene al prezzo obiettivo che un broker o un semplice operatore stima per un determinato titolo e sul quale chiuderà la propria operatività. Personalmente opero con una
NICE Fair value
Forchetta 2,53 euro -2,91
Prezzo di mercato: 2,60
La forchetta di prezzo è molto ampia, proprio perchè si tratta di un titolo ad alto potenziale di crescita, che negli anni ha sempre registrato notevoli incrementi. L'anno 2009 tuttavia dovrebbe registrare le prima regressione. Il titolo opera in un segmento di nicchia, dove riveste un ruolo importante a livello internazionale. Presenterà i conto il 12 marzo, solo dopo si potrà restringere la forchetta di valutazione.
La società quota a meno di 10 volte gli utili ed un rapporto prezzo/fatturato 2008 di 1,43
FINMECCANICA Fair value
Forchetta 13,59 EURO - 16,61 EURO
Prezzo di mercato: 10,1
Finmeccanica ha appena presentato i conti 2009. Risultati a dispetto delle aspettative in crescita per tutti i parametri. Il titolo è molto sottovalutato, tanto da non quotare neppure il valore di libro. Il P/E è pari a 9 mentre il prezzo/fatturato 0,35 ... fra i più bassi delle blue chip. Ottimo per un investimento a medio/lungo termine
NESTE OIL
Fair value
Forchetta 13,22136 - 16,15944
Prezzo di mercato: 11,57
La Eni di Helsinki, protagonista di una performance negativa del 7% da inizio anno ha vissuto un 2008 molto complesso, a braccetto con le majors petrolifere mondiali. L'anno è stato difficile soprattutto per le raffinerie, anche le più efficienti come Neste che come sottolineava Marco (l'utente che ha richiesto l'analisi) ha margini di raffinazione fra i più alti al mondo 2009, " di oltre 5,8 $/barile, nettamente sopra la media mondiale (per intenderci, Saras ha un margine di raffinazione di 1,5 $/barile !)". La quotazione attuale penalizza il gruppo , protagonista di una crescita RECORD, che l'ha portata a triplicare il fatturato tra il 2004 ed il 2008. Nei prossimi due anni la società come i concorrenti dovrebbe registrare una lenta crescita. Il titolo è comunque molto stabile con una correlazione dello 0,7 rispetto al mercato.
BOURBON
Fair value
Forchetta 27,80 euro – 30 euro
Prezzo di mercato: 26,04
Società ad alto potenziale di crescita, in un settore molto complesso e ciclico come quello del trasporto maritmo. Il titolo scambia a circa 10 volte gli utili lontana dai massimi annuali. Il debito è alto ma bilanciato da una buona redditività. Quello attuale è un buon livello di ingresso.
Spero che l’articolo sia stato di vostro interesse. I titoli sottoposti ad analisi sono stati selezionati sulla base di una richiesta effettuata dagli utenti del sito finanzaeinvestimenti.it. Se siete interessati a successive analisi effettuate le vostre richieste di fair value a questo link http://www.finanzaeinvestimenti.it/Forum1/viewtopic.php?f=10&t=1086&start=60
Successivamente riporterò su questo blog la mia analisi
Un saluto a tutti
Gianrocco Mecca
www.finanzaeinvestimenti.it
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Scritto da Gianrocco Mecca
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Mercoledì 03 Febbraio 2010 07:58 |
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Il mercato automobilistico internazionale è risultato tra i primi ad accusare la recente crisi finanziaria e nonostante sia stato tra quelli che hanno ottenuto maggiore attenzione da parte dei governi nazionali, fatica a ritrovare la strada perduta. Il progressivo ritiro di incentivi già annunciato ed in talune aree messo in atto indurrà molti gruppi a realizzare operazioni straordinarie tese ad ottenere una maggior flessibilità ed efficienza produttiva e operativa. Secondo le stesse case costruttrici solo dopo il 2012 il mercato potrà tornare ad offrire le soddisfazioni degli anni migliori.
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Scritto da Pierpaolo Molinengo
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Sabato 06 Marzo 2010 16:41 |
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L’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori ha elaborato ed aggiornato lo studio sulle variazioni dei costi per l’affitto e per il mantenimento della casa dal 2001 al 2009. È questa infatti una voce che incide pesantemente sul bilancio familiare, ancor di più in un periodo delicato come quello che le famiglie stanno attraversando a causa della crisi economica, che ha determinato una forte riduzione dei redditi (-1,9% in media, ed addirittura -3,2% per le famiglie a reddito fisso). Dal 2001 i costi relativi all’abitazione sono lievitati notevolmente, di ben il 72% se si ha una casa in affitto e del 22% per la casa di proprietà. Ci sono, rispetto al 2008, alcune voci che registrano delle diminuzioni: - per quanto riguarda le case in affitto, il costo complessivo rimane in linea con quello del 2008, con un lievissimo calo, dovuto alla leggera contrazione dei costi di luce, gas e telefono; - per quanto riguarda le case di proprietà, oltre a tali voci, diminuiscono anche le rate dei mutui, facendo attestare i costi complessivi a 888,80 Euro nel 2009 (il 10% in meno rispetto al 2008). In costante crescita, invece, sono i costi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria. L’Osservatorio Federconsumatori ha calcolato, inoltre, le variazioni del costo delle abitazioni e delle annualità di stipendio necessarie per acquistare casa. Per l’acquisto di un appartamento di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana, si è passati da 15 anni di stipendio necessari nel 2002 a 18,4 anni nel 2009! Quello che emerge chiaramente da questo studio – dichiarano Federconsumatori e Adusbef – è che la casa continua a rappresentare uno dei problemi più gravi del Paese, sia per quanto riguarda le abitazioni in affitto che per quelle di proprietà. A registrare i maggiori disagi, inoltre, sono soprattutto i giovani che vogliono emanciparsi o che vogliono mettere su famiglia.
Pierpaolo Molinengo Direttore responsabile del sito www.newspages.it
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Scritto da Pierpaolo Molinengo
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Mercoledì 03 Marzo 2010 01:33 |
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Secondo Mutuionline il 2009 ha visto una ulteriore contrazione del mercato dei mutui nel nostro Paese. I dati finali di Banca d’Italia saranno disponibili solo tra un paio di mesi, ma quelli relativi ai primi nove mesi dell’anno appena concluso lasciano presupporre una flessione delle erogazioni totali dei mutui nell’intero 2009 compresa tra il 10% e il 15%. Il calo è chiaramente legato agli effetti della crisi economica iniziata nell’agosto 2007, che ha causato un forte rallentamento delle compravendite immobiliari, maggiori incertezze finanziarie per molte famiglie e una sempre maggiore prudenza nell’erogazione del credito da parte di molti istituti bancari. Secondo Mutuionline al di là dello scenario generale, analizzando in dettaglio l’andamento del 2009, si riscontrano però diversi segnali positivi che indicano come sia già in atto un miglioramento. Infatti, fin dalla metà dell’anno scorso, il costo del denaro si è stabilizzato sui minimi storici di sempre, consentendo di trovare sul mercato offerte di mutuo molto appetibili non solo per i mutui a tasso variabile, le cui migliori offerte possono partire dall’1,50%, ma anche per quelli a tasso fisso, per i quale in alcuni casi si può scendere anche sotto il 5%. Nel corso del 2009 MutuiOnline ha registrato una percentuale di mutui per surroga pari al 33% sul totale delle operazioni, segnale che rivela il continuo aumento del numero di famiglie che desiderano approfittare del momento particolarmente favorevole dei tassi per trovare una alternativa migliore rispetto al mutuo che già stanno pagando.
Pierpaolo Molinengo Direttore responsabile del sito www.newspages.it
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Scritto da Pierpaolo Molinengo
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Venerdì 26 Febbraio 2010 07:39 |
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L'Anci, in questi giorni, ci mette sul tavolo un dato su cui riflettere: in Italia ci sono 4 milioni di case vuote. O, per dire meglio, case fantasma. Anzi, andiamo più sul preciso: sono affittate, ma in nero. Questo significa, che dalle stime della stessa associazione ci sarebbero almeno 3 milioni di persone che vi abitano. Vicino a questo dato dobbiamo considerare che sono 600.000 le famiglie che in Italia sono in attesa di una casa popolare. Ricordiamo che l'attesa media pro capite per ottenere il sospirato alloggio va dai cinque ai dieci anni. «In passato per realizzare edilizia residenziale popolare bastava solo il sindaco, oggi per rispondere ad nuovo bisogno sociale non basta più solo l'amministrazione comunale, servono il territorio, le imprese e la possibilità di creare valore sociale aggiunto». E' quanto ha affermato Antonio Ragonesi, Responsabile Area Attività Produttive, Protezione Civile e Politiche Abitative ANCI. Ragonesi ha ricordato come di fronte alla crisi economica, ed alla rigidità del mercato delle locazioni, il vero problema è quello di fermare «l'ingrossamento delle fasce degli ultimi con i cosiddetti 'penultimi', quella parte di popolazione che sempre di più negli ultimi anni sta scivolando verso un tenore al limite della sussistenza». «Il sistema sociale creato nel nostro Paese che, seppur con alcuni limiti, aveva trovato un punto di equilibrio, rischia di essere travolto da uno 'tsunami sociale': è una situazione che non ci possiamo permettere, ne va delle risposte che finora sono state fornite agli altri cittadini», ha osservato. In questo quadro il responsabile ANCI ha accennato allo strumento dei fondi immobiliari che dovrebbero fornire una risposta alla domanda inevasa di grandi aree urbane. «Il problema per questi strumenti finanziari è la qualità dell'investimento. Ma in ogni caso il ruolo dei Comuni rimane centrale, anche nei confronti delle Regioni le cui scelte non è detto coincidano con quelle dei municipi». All’Anci spiegano che in molti Comuni, come a Genova o a Torino sono già attive le Agenzie pubbliche per la locazione a canoni calmierati: qui si offrono contributi economici a proprietari e inquilini (sui 5 mila euro) e si mettono al riparo i proprietari da morosità e danni.
Pierpaolo Molinengo Direttore responsabile del sito www.newspages.it
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Scritto da Pierpaolo Molinengo
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Martedì 23 Febbraio 2010 01:41 |
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Il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato ha presentato i dati sull’inquinamento in Italia. Sono Brescia e Monza le città italiane fuorilegge per aver oltrepassato il limite consentito dei 35 giorni di superamento dei livelli di Pm10, considerati dalla normativa il limite annuale consentito per salvaguardare la salute dei cittadini. Segue Milano sulla soglia del limite con 35 giorni, mentre già otto città hanno superato i 30 giorni, promettendo di oltrepassare presto il numero massimo consentito. Tra queste, Padova con 33 e Torino con 32. Scalano velocemente la classifica anche Napoli con 28, Venezia a 27 e Bologna a 25. Dati allarmanti, dunque, che prospettano anche per il 2010 un anno critico per lo smog in città. Ovviamente tra le cause dello smog vi è il traffico, che minaccia la salute e rende insostenibile la qualità della vita dei cittadini. Secondo il rapporto Cittalia, nel corso del 2009, nelle grandi città sono stati impiegati in spostamenti sistematici mediamente 62 minuti. A guidare la classifica del tempo perso nel traffico c’è Roma con 74 minuti sprecati quotidianamente in fila sulle strade per raggiungere il posto di lavoro, la scuola o i luoghi abituali, seguita da Napoli con 63’ e Torino con 62’. Un insieme di dati che restituisce un quadro della mobilità urbana italiana paralizzata dal traffico cittadino, ridotto ad una lunga coda di automobili che, nel migliore dei casi, viaggiano ad una velocità media di 25 km/h. Nel 2009 in Italia circolavano 600 autovetture ogni 1.000 abitanti, un numero di automobili inferiore solo agli Stati uniti (760), Malesia (640) e Australia (610), mentre la media europea dei 27 paesi dell’Unione è ferma a 463 (dati Legambiente - Ecosistema Urbano 2010).
Pierpaolo Molinengo Direttore responsabile del sito www.newspages.it
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Scritto da Massimo Stramandinoli
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Sabato 23 Gennaio 2010 10:50 |
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Ben trovati, spero che tutti voi abbiate trascorso le vacanze natalizie in serenità e felicità. Dopo l’abbuffata di leccornie ci ritroviamo qui a dialogare dei mercati finanziari. Come scrivevo nel precedente articolo del 23 Dicembre dove sottolineavo che bisognava fare attenzione sull’indice nostrano FTSEMIB in quanto nei giorni che andavano dal 4 all’11 Gennaio 2010 poteva accadere qualcosa di importante, ovvero inizio di flessione dei mercati azionari. La qualcosa sembra si stia verificando, a tal proposito desidererei andare nel dettaglio di quanto scritto da me in precedenza per analizzare nello specifico il tutto. Nell’articolo in questione esortavo di fare attenzione sull’andamento dell’indice FTSEMIB, perché dal 4 all’11 di Gennaio di quest’anno poteva iniziare la flessione.
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