Area euro, nuovi dati contrastanti in uscita

Gli ultimi dati macroeconomici usciti in area euro sono stati piuttosto contrastanti, ma comunque non in grado di nuocere a un quadro in discreto miglioramento. Iniziamo per esempio con il rammentare che le stime finali per l’inflazione del mese di marzo hanno confermato il rallentamento del CPI tedesco a +1,6 per cento, lasciando in vece quello francese stabile a +1,4 per cento anno su anno come nel corso del mese di febbraio. Una modesta revisione al rialzo interessa il CPI italiano a 1,4 per cento anno su anno, che tuttavia rimane in rallentamento dal precedente mese di febbraio.

A proposito di indicazioni contrastanti, se è vero che da lato la produzione industriale della zona euro nel mese di febbraio ha registrsato un’ampia e notevole correzione, è anche vero che dall’altro lato sono emerse indicazioni positive dall’indice di fiducia ZEW tedesco di aprile.

Nel dettaglio, emerge inoltre che la produzione delle imprese europee è calato di -0,3 per cento su base mensile a febbraio, con il precedente che è stato rivisto da 0,9 per cento a 0,3 per cento su base mensile, principalmente per effetto del calo della produzione energetica (-4,7 per cento). A spiegare la correzione sono non solamente le temperature superiori alla media stagionale, quanto anche una flessione della produzione di beni di consumo non durevoli. Gli analisti ritengono comunque che la debolezza di febbraio sia un fenomeno del tutto temporaneo, considerate e valutate le indicazioni di accelerazione dell’attività dalle indagini di fiducia. In tal proposito, l’indice ZEW tedesco in aprile ha sorpreso al rialzo le attese toccando il massimo da giugno 2016, per la misura delle aspettative a sei mesi, e il massimo dal 2011 per la voce relativa alla situazione corrente.

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