Disoccupazione giovanile nuovamente in crescita

Nel corso del mese di maggio in Italia la disoccupazione è tornata a salire, con un tasso dell’11,3% dopo il calo a 11,2% di aprile. Al di là di tale dato di sintesi, appare ben chiaro che la notizia più preoccupante sia quella relativa alla disoccupazione giovanile, che aumenta per il secondo mese a 37% (da 35,2% di aprile). Il livello, sia pure inferiore alla media degli ultimi 5 anni (39,3%), è ai massimi da gennaio a questa parte.

Complessivamente, dalla lettura delle analisi dell’Istat emerge come l’aumento della disoccupazione non sia dovuto a una flessione degli inattivi (stabili nel mese dopo l’aumento di aprile) ma a un calo degli occupati, il più significativo e ampio da febbraio dell’anno scorso (-51 mila unità dopo le +69 mila del mese precedente, che rappresentavano un massimo da oltre un anno). Gli unici progressi occupazionali su base mensile si rilevano invece nel comparto dei dipendenti a termine (+10 mila unità contro le -23 mila dei dipendenti permanenti e le -38 mila dei lavoratori indipendenti) e per gli ultracinquantenni (+38 mila unità contro le -41 mila dei 35-49enni, -20 mila nella classe d’età 25-34 anni e -28 mila per i più giovani).

Peraltro, dalla lettura delle statistiche dell’Istat emerge anche come la classe di età oltre i 50 anni sia l’unica a far segnare un aumento apprezzabile dell’occupazione su base annua, con un avanzamento del +2,4% contro un calo di un punto percentuale per i giovani sotto i 35 anni e una sostanziale stabilità per la classe intermedia).

Per quanto concerne una previsione media per il 2017, il livello sembra essere pari all’11,2%, in calo rispetto alla media dello scorso anno (11,7%) ma comunque solo marginalmente inferiore al valore di maggio. Meglio dunque non attendersi forti cali del tasso nei prossimi mesi…

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