Genova e Torino pronte a vendere quote di Iren

Stando a quanto affermato dalla stampa nazionale nel corso degli ultimi giorni, i Comuni di Genova e di Torino, soci di controllo della quotata Iren mediante lo strumento rappresentato dalla holding paritetica Fsu, con il 35,5 per cento, sono pronti a cedere una parte delle proprie quote nella multiutility, per un totale di 65.863.660 quote di partecipazione nel capitale societario.

L’operazione era nell’aria da diversi giorni – sottolinea il quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore – con il sindaco torinese Chiara Appendino impegnata a chiudere il bilancio del proprio municipio, e e avrà come principale e diretta conseguenza una discesa (storica) dei soci pubblici in Iren, che comprendono anche tutta l’Emilia, sotto la soglia del 50 per cento, arrivando così a poco sopra il 49 per cento.

Un cambiamento storico, si diceva, ma comunque non epocale e certamente non rivoluzionario termini di condotta societaria. Da maggio 2018, infatti, tutti i soci pubblici godranno comunque del voto maggiorato e, dunque, l’operazione in questione non dovrebbe comportare troppi smottamenti.

Tornando alla realizzazione della transazione, la stampa rammenta come le due amministrazioni metteranno sul mercato, con modalità che evitino di deprimere le quotazioni del titolo a Piazza Affari, un pacchetto pari a circa il 5,5 per cento del capitale ordinario della multiutility. Si tratta di azioni che non risultano essere vincolate al patto di sindacato che era stato firmato nel corso del mese di maggio 2016 con i soci emiliani.

Infine, si evidenzia come ai prezzi di Borsa di oggi, con il titolo che sta quotando ai massimi storici, a 2,32 euro, l’incasso per le amministrazioni dovrebbe essere piuttosto consistente, per un totale di 153 milioni di euro, da ripartirsi in una somma di circa 76 milioni di euro a testa per i comuni di Genova e di Torino.

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