Petrolio, c’è discreto ottimismo sul settore

Sul settore petrolifero continua a sussistere un discreto ottimismo, dettato dal fatto che gli accordi sui tagli della produzione di greggio sono stati in buona parte rispettati. Insomma, il clima del mercato di tale materia prima sembra essersi finalmente rasserenato, dopo la pausa nel rialzo che è stata intuibilmente determinata dall’inizio della stagione degli uragani negli Stati Uniti.

Nelle prossime settimane, comunque, per gli analisti il focus rimarrà improntato sul meeting OPEC in programma per il prossimo 30 novembre, in cui l’oggetto principale sarà naturalmente rappresentato dalle discussioni sul possibile prolungamento dei tagli oltre la data naturale di scadenza posta a marzo 2018, che alcuni analisti ritengono essere praticamente scontato.

I produttori OPEC si sono già detti pronti a una simile eventualità, confermando che – se necessario – si potranno estendere i tagli oltre il termine concordato. Si viene così a profilare un quadro che, anche se cautamente, induce gli analisti ad essere ottimisti sulla possibilità di andare incontro a un ribilanciamento del mercato del petrolio sul finale di 2017, con incremento delle quotazioni medie per i prossimi trimestri.

In particolare, il Brent potrebbe salire a 53 dollari al barile medi per il quarto trimestre 2017 e 51 e 53 dollari per il primo e per il secondo trimestre del 2018, mentre per quanto concerne il WTI le previsioni sono di 51 dollari al barile per il quarto trimestre 2017 e 49 e 51 dollari al barile per il primo e per il secondo trimestre 2018. Brent e WTI vengono stimati, rispettivamente, a 53,5 e 51,5 dollari al barile per il 2018 e a 59 e 58 dollari al barile per quanto invece concerne il 2019.

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