PMI manifatturiero ai massimi da sei anni in Europa

Gli ultimi aggiornamenti macroeconomici sul PMI manifatturiero che sono arrivati dalla zona euro hanno riservato ben poche sorprese agli analisti, confermando pertanto quanto affermato dal consenso. In particolare, dagli aggiornamenti che emergono dalle stime finali dei PMI manifatturieri di marzo, viene ribadito il dato aggregato a 56,2 punti, pertanto in linea con la lettura preliminare che era stata fatto sul dato e sui massimi livelli da quasi 6 anni a questa parte.

Se il dato aggregato non ha mostrato particolari variazioni, mantenendosi comunque su livelli storici recenti record, lo stesso si può dire anche per le basi nazionali, dove sono quasi trascurabili le revisioni con il PMI manifatturiero tedesco a 58,3 punti, e che conferma dunque l’accelerazione rispetto ai 56,8 punti di febbraio e il corrispondente dato francese che rimane poco sotto i minimi di gennaio a 53,3 punti ma conferma il proprio recupero dai 52,2 punti di febbraio.

In accelerazione anche il dato italiano di marzo che, diffuso per la prima volta, vede un’inattesa accelerazione da 55,0 punti a 55,7 punti contro le previsioni di 55,1 punti, quale media dei principali analisti finanziari. Nel complesso gli indicatori di attività rimangono su livelli robusti (50 punti è infatti la soglia psicolgica di distinzione tra fasi di crescita e recessione) e mantengono una media più alta rispetto a quella del quarto trimestre confortando le previsioni di una possibile accelerazione del ciclo nel primo trimestre.

Tra gli altri dati macro contemporaneamente pubblicati, le buone notizie che sono riservate al mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione in miglioramento sia per quanto concerne il dato aggregato europeo, sia per quanto concerne il dato italiano, in linea – in entrambi i casi – con le previsioni.

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