Stati Uniti, dati contrastanti dal mercato del lavoro

Gli ultimi dati di aggiornamento provenienti dal mercato del lavoro statunitense forniscono elementi in grado di dipingere un quadro misto nel corso del mese di settembre: da un lato, infatti, il sondaggio presso le imprese mostra numeri inferiori al consenso, con addirittura una variazione negativa per -33 mila unità per quanto concerne le buste paga.

Naturalmente, su quanto sopra non ha potuto che pesare l’effetto degli uragani, che risulta essere particolarmente ampio, soprattutto se confrontato con episodi pregressi nei quali la flessione era rimasta nell’ordine di 100 mila buste paga tra un mese e l’altro (invece, è quasi il doppio in questo caso). In parziale contrasto risultano i valori estratti dal sondaggio presso le famiglie, che lasciano spazio a un ulteriore calo della disoccupazione da 4,4 per cento a 4,2 per cento, sul nuovo minimo dal 2001.

A spiegare tale variazione sono soprattutto le difficoltà di misurazione del campione in questo periodo di riferimento, e l’anomalo aumento del tasso di partecipazione alla forza lavoro, balzato in brevissimo tempo dal 62,9 per cento al 63,1 per cento.

Da quanto sopra ne consegue che sarà dunque necessario attendere i prossimi employment report per poter verificare sia l’entità effettiva del rimbalzo atteso per i prossimi mesi, e sia per poter toccare con mano l’effettiva variazione nel grado di utilizzo della capacità produttiva.

Risulta essere poco significativo proprio poiché in buona parte anomalo, anche il dato sull’accelerazione dei salari, che crescono di 0,5 per cento dopo lo 0,2 per cento mese su mese di agosto, probabilmente per effetto di alcune difficoltà di misurazione del campione.

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