Brexit, i sondaggi mostrano un clima sempre più teso tra favorevoli e contrari

Di Enza Petruzziello

big benIl tempo corre e la campagna referendaria sulla Brexit si fa sempre più calda. Molto presto – tra poco più di un mese – gli inglesi saranno chiamati a decidere se rimanere nell’Unione Europea o lasciarla. Il 23 giugno, infatti, gli abitanti del Regno Unito esprimeranno la loro opinione sull’appartenenza del paese nella Ue, a seguito di una promessa fatta dal primo ministro David Cameron prima delle elezioni generali del 2015. Le maggiori questioni in gioco con il referendum riguardano la capacità del Regno Unito di proteggere se stesso, i suoi progressi in campo economico e la sua sovranità nazionale.


Nonostante i pronostici diano ancora una lieve maggioranza a quanti sono favorevoli alla permanenza del Regno Unito nella UE, i sostenitori di un’uscita dal blocco continuano ad aumentare. Secondo il sondaggio dell’istituto di ricerca Survation fatto per il gruppo IG, a meno di due mesi dal voto prevalgono i sostenitori della permanenza nel blocco di 28 paesi, con il 55%, contro il 45% di coloro che vogliono distaccarsi. Solo un 10% di differenza tra le due opposte fazioni, ribattezzate “Leave” e “Remain”. Un risultato che cambia continuamente e che vede oscillare le percentuali del sì e del no nel giro anche di poche settimane.
La corsa, dunque, si fa sempre più incerta. E gli schieramenti sempre più agguerriti. L’incertezza sta già provocando danni alla fiducia degli operatori economici e agli investimenti. I sostenitori del partito anti-Brexit sono convinti che l’abbandono dell’Unione Europea possa causare gravi costi all’economia britannica. L’impatto economico e politico inoltre si farà sentire non solo in tutta Europa ma probabilmente in tutto il mondo. La Brexit, secondo il Fondo Monetario europeo, metterebbe infatti a rischio relazioni commerciali consolidate e causerebbe un grave danno regionale e globale. Una vittoria del sì, ad esempio, potrebbe cambiare il modo in cui le multinazionali operano le loro decisioni di investimento, e il Regno Unito potrebbe assistere a un allontanamento delle aziende straniere impiantate sul suo territorio. Non solo. Il Fmi ha anche rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita del Regno Unito tagliando le previsioni per l’economia britannica dal 2,2% – secondo la stima fatta a gennaio – all’1,9% nel 2016.
Attualmente è Londra il centro finanziario più importante d’Europa, e appare logico che il referendum sia visto come uno dei principali eventi che i mercati finanziari fronteggeranno nel 2016. La sterlina ha segnato nuovi minimi degli ultimi 7 anni scendendo ben al di sotto di 1,40, anche se nelle ultime 3 settimane ha recuperato un po’ del terreno perso sulla scia di un rinnovato ottimismo degli operatori su un leggero aumento delle preferenze per la permanenza nell’UE. Gli analisti comunque si aspettano ancora un forte aumento della volatilità sui cambi con la sterlina con l’avvicinarsi della data del referendum. Anche la Banca d’Inghilterra ha lanciato il suo allarme: se al referendum di fine giugno il Regno Unito decidesse di lasciare l’Ue, metterebbe a rischio la propria stabilità finanziaria.
Questi i timori. Dall’altro lato, non sembrano scemare le voci di chi afferma il contrario. Secondo alcuni economisti, infatti, l’abbandono da parte del Regno Unito della Comunità Europea permetterebbe al Paese di ambire a un aumento della crescita, a prezzi più bassi e a un’economia più in salute. I fautori dell’uscita dall’Europa non sopportano che la Gran Bretagna debba accettare le decisioni prese a Bruxelles anche quando la sua posizione è contraria. Per loro è necessario ridare piena sovranità a Westminster. Posizioni, queste, che aumentano di giorno in giorno rendendo lo scenario sempre più labile.
In questo contesto diventa strategico il trading con le valute che ad oggi attira sempre più privati, intenzionati a trarre profitti dalle forti fluttuazioni di mercato. Molte le binary attive per operare sull’esito del referendum. La stessa IG ne propone uno. Se si ritiene che l’evento si verificherà si può comprare la binary o, al contrario, se non si crede si verificherà la si può vendere. La binary verrà così liquidata sulla base del risultato del referendum a 100, se l’evento si verifica, e a 0, se l’evento non si verifica. È possibile chiudere la posizione in qualunque momento prima che l’opzione scada. Comunque andranno le cose il 23 giugno, così come paventato dal Fmi, per la sterlina si preannuncia senz’altro un periodo molto movimentato.

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