Cambio di destinazione d’uso: quali spese si devono sostenere

proprietaIl cambio di destinazione d’uso comporta una serie di adempimenti, il primo dei quali consiste nel verificare se tale modifica è effettivamente attuabile. In genere conviene rivolgersi preventivamente ad un professionista del settore edile, che sarà in grado di verificare per noi tutti gli adempimenti da assolvere.

Il cambio da un punto di vista comunale

Ad ogni destinazione d’uso corrisponde una specifica normativa, che riporta chiaramente tutte le peculiarità e gli impianti che un immobile deve presentare. Per esempio tutti i negozi sono oggi muniti di un bagno per la clientela; le abitazioni private devono avere una cucina; i locali commerciali devono presentare un certo quantitativo di finestre per metro quadro di parete. Quando si cambia la destinazione d’uso di un immobile è obbligatorio adeguarlo in ogni sua parte, predisponendo tutti i lavori necessari. Oltre a questo, se si tratta di modifiche strutturali importanti, si dovranno anche presentare presso l’ufficio territoriale per l’edilizia le apposite autorizzazioni. Se invece si tratta di modifiche di leggera entità, allora si potrà procedere anche con una semplice Denuncia di Inizio Attività.

Il cambio dal punto di vista catastale

Modificare la destinazione d’uso di un immobile comporta un cambiamento a livello catastale: la modifica infatti influirà sul valore catastale dell’abitazione o dell’ufficio. Si dovranno quindi spendere alcune decine di euro anche per richiedere la variazione urbanistica, e la conseguente variazione catastale. Al termine dei lavori di modifica si dovrà anche richiedere al comune il Certificato di Agibilità, in quanto si tratta di una nuova struttura, differente da quella presente in precedenza. In alcuni casi il Comune può anche richiedere degli oneri di urbanizzazione, cosa che avviene quasi sempre. Occorre anche ricordare che varieranno anche le aliquote per il calcolo dell’IMU e della TASI.

Quando la modifica non è possibile

In Italia la destinazione d’uso di un immobile è stabilita dal Piano Regolatore Comunale; in pratica il PRG definisce la destinazione d’uso degli immobili in una particolare zona del Comune, anche prima che essi siano costruiti. In alcuni casi il piano regolatore è molto preciso e vieta la costruzione di immobili con particolari destinazioni d’uso in alcune zone. Ad esempio, in genere è impossibile costruire un capannone produttivo in una zona residenziale, ma anche viceversa. Se si intende modificare la destinazione d’uso di un capannone costruito in area industriale è però possibile richiedere una variante al PRG, cosa che non sempre viene accolta dal comune.

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