Crisi economica, è boom di disoccupati e sfiduciati

polettiSecondo quanto affermano le ultime statistiche dell’Istat sui primi tre mesi dell’anno, i disoccupati sarebbero cresciuti a quota 3,487 milioni di unità, in incremento di 212 mila persone rispetto all’anno precedente. Le forze che vengono definite come “potenzialmente impiegabili”, ma che non lavorano nè cercano un’occupazione poichè abbondantemente sfiduciati, sono invece quota 3,381 milioni di unità, con una crescita di 233 mila unità e una incidenza praticamente drammatica nel Mezzogiorno e tra le donne.

Sempre secondo le ricostruzioni effettuate dall’Istat, il vero boom si sarebbe registrato dalla fine del secondo trimestre 2013, quando ai 3,07 milioni di disoccupati si sommavano “solo” 2,99 milioni di persone che cercavano un’occupazione ma non erano subito disponibili, oppure non cercavano lavoro ma erano disponibili a lavorare. Insomma, in tutto 6,06 milioni di persone o, se preferite, 800 mila unità in meno rispetto a quanto lo stesso ente statistico ha avuto modo di riscontrare alla fine del primo trimestre 2014. Confrontati con il 2008, ultimo anno ante-crisi, il dato è impietoso: in sei anni i disoccupati e gli sfiuciati sarebbero cresciuti di oltre il 50%.

Sul tema è recentemente intervenuto il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, che replicando alle parole emerse da uno scorso convegno degli industriali ha evidenziato che “se Squinzi parla di antipasto, io dico che questo è il piatto principale” (il ddl lavoro, ndr), aggiungendo poi come la legge delega punti a trasformare radicalmente tutti gli elementi del mercato del lavoro, “dagli ammortizzatori sociali alla strumentazione per le politiche attive del lavoro”.

Per quanto attiene le pensioni, tutto sembra tacere. Il governo Renzi – fa sapere ancora Poletti – “non ha previsione di cambiare l’età pensionabile, nè innalzandola nè abbassandola, rimane quella che è”. La priorità è un’altra: “dobbiamo ora lavorare per trovare delle vie di equità partendo da quelle persone che sono fuori dal mercato del lavoro e con gli ammortizzatori non arrivano alla pensione” – conclude Poletti.

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