Euro, un’unica certezza: nuovi affondi in vista

euroGli investitori che in questi giorni stanno valutando l’evoluzione della valuta unica europea stanno comprendendo che vi è un’unica certezza all’orizzonte – il declino delle quotazioni della moneta – e che tale certezza può essere solamente scalfita dall’aleatorietà dei margini di profondità dello stesso declino.

Le revisioni (naturalmente, in peggioramento) allo scenario di crescita dell’area euro sono d’altronde motivate dal fatto che la ripresa dei mesi primaverili è stata largamente più debole delle attese, e sul fatto che i dati estivi suggeriscono come il rallentamento sia proseguito di buon ritmo anche nel corso del terzo trimestre. Più nel dettaglio, il Pil è rimasto stabile nel secondo trimestre dopo la crescita di 0,2 punti percentuali su base trimestrale, a inizio anno. In Italia e in Germania la produzione interna lorda è calata di 2 decimi su base congiunturale, mentre è risultata stagnante in Francia.

Mentre tuttavia il rallentamento dell’economia tedesca potrebbe essere intuita come un fenomeno temporaneo legato ad una correzione degli investimenti in costruzioni residenziali e dei consumi, dopo il forte impulso d’inizio anno dovuto al clima eccezionalmente mite, altrove le considerazioni dovrebbero essere molto diverse. Le frenate di Italia e Francia sono infatti legate a un andamento deludente dell’export (tra 0,00 e 0,10% di crescita su base trimestrale) e al mancato recupero degli investimenti in macchinari e costruzioni. Le “vere” malate d’Europa sono dunque Francia e Italia, poiché insieme rappresentano oltre un terzo dell’eurozona, e perché la loro debolezza non è ascrivibile fattori estemporanei, bensì strutturali.

Per quanto concerne la fine del 2014, è prevista una crescita modesta, rivista in ribasso, così come le aspettative per i prossimi mesi in tutta l’area euro. Nel complesso, il terzo trimestre dovrebbe essersi concluso con una crescita di 0,1 – 0,2% su base trimestrale, per poi accelerare a 0,3% su base trimestrale tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015. La stima di crescita 2014 scende a 0,8% da un precedente 1,1% e la previsione per il 2015 all’1,1% da un precedente 1,5% per effetto della stagnazione nei mesi centrali dell’anno e della revisione al sentiero di crescita per la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo.

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