Forex news, tutti gli eventi da seguire oggi

Assorbiti gli effetti derivanti dal FOMC, i rendimenti dei titoli di Stato americani hanno subito un rialzo di alcuni punti base sulla scia dei dati macro che sono stati pubblicati nella giornata di ieri: di contro, come era facilmente prevedibile, i tassi sui mercati del vecchio Continente sono calati, e soprattutto nelle aree più periferiche (come quella mediterranea). Il movimento dei tassi non ha comunque prodotto particolari effetti specifici sul cambio, considerato che nel pomeriggio l’euro è retrocesso verso la soglia di 1,36 USD, per poi risalire parzialmente durante la notte.

Proprio in ambito euro segnaliamo anche cosa sta accadendo all’interno della Banca Centrale Europea, con il vice presidente Constancio che ha affermato come uno shock negativo potrebbe contribuire a mantenere piuttosto bassa (forse, troppo) l’inflazione, più a lungo di quanto previsto nelle stime di giugno da parte della stessa istituzione monetaria. I tassi – afferma ancora il vice presidente Bce – hanno raggiunto il limite inferiore, e la Bce potrebbe pertanto contrastare l’inflazione troppo bassa (e l’ulteriore rischio deflattivo) solo mediante dei programmi di acquisto titoli: una previsione che potrebbe avverarsi entro la fine dell’anno, con un piano di acquisto di ABS che si preannuncia corposo, pur difficilmente quantificabile.

Ebbene, in proposito è utile registrare le valutazioni del FMI, secondo cui “il meccanismo di salvaguardia oggi previsto potrebbe rivelarsi insufficiente a rescindere i legami fra banche e emittenti sovrani”. In particolar modo, l’istituto internazionale ha dichiarato come le soglie di attivazione della ricapitalizzazione diretta da parte dell’ESM sono troppo alte e, nel complesso, “le risorse comuni finalizzate alla risoluzione della crisi potrebbero non essere sufficienti a gestire situazioni di stress in banche di grande dimensione”. Per quanto attiene il rafforzamento patrimoniale degli istituti di credito, il Fondo nota come “l’ambiziosa agenda per la ricapitalizzazione delle banche dovrebbe essere realizzabile”, sia per quanto concerne le condizioni di mercato favorevoli, e perché le banche hanno iniziato a raccogliere capitali in anticipo.

Concludiamo infine con una panoramica sui sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, che la scorsa settimana sono calati da 381 mila unità a 312 mila unità. Il dato è in linea con la previsione da parte degli analisti, e denotano un’evoluzione positiva.

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