Quanto vale la sharing economy

denaro calcolatriceChe l’economia stia migrando verso un concetto di “utilizzo”, piuttosto che di “proprietà”, è ben noto da diverso tempo. Ed è, in fin dei conti, il perno concettuale su cui si fonda la sharing economy, l’economia della condivisione che sta rivoluzionando alcune delle nostre abitudini, e che nel prossimo futuro potrebbe contribuire a modificare ulteriormente le prassi più consolidate.

Ebbene, secondo quanto conteggiato da una recente ricerca condotta da PriceWaterHouseCoopers, le transazioni legate alla sharing economy in Europa, nei suoi principali cinque settori, valgono oggi 28 miliardi di euro. Tuttavia, entro i 2025 varranno circa 570 miliardi di euro, con la fetta maggiore che finirà in tasca ai micro imprenditori che forniscono i servizi alle piattaforme più celebri (85%).

Facile, nel comparto, fare riferimento ai più riusciti esperimenti. AirBnb è il sito di condivisione per eccellenza: la società fondata nel 2008 per poter permettere l’incontro di domanda e offerta di stanze e appartamenti è oggi non quotata, ma già valutata 30 miliardi di dollari. Uber, al di là di qualche problema di natura legale, vale almeno 62 miliardi di dollari. BlaBlaCar, nata in Francia nel 2003, ne vale almeno 2. E in Italia? Occhi aperti su Gnammo, il sito italiano dedicato ai pasti condivisivi, che mette in contatto ospiti con padroni di casa che organizzano cene, pranzi, aperitivi. In altri termini, permette di mangiare a casa anche quando si è lontani; di contro, i padroni di casa possono mettere in mostra le loro abilità, guadagnando qualcosa dal proprio servizio.

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