Stati Uniti, la BCE critica la svolta protezionistica di Trump

Che la Banca Centrale Europea non vedesse di buon occhio la politica ultra protezionistica del nuovo presidente statunitense Donald Trump era ben noto. Tuttavia, dagli ammiccamenti ora si è passati alle dichiarazioni di facciata più espresse, come quelle di Weidmann (della Bundesbank), che durante una recente intervista ha apertamente criticato la svolta protezionistica dell’amministrazione americana, non mancano di sottolineare le eventuali conseguenze negative che un simile approccio potrebbe apportare al panorama internazionale.

In maggior dettaglio, con riguardo alla politica monetaria, e in risposta a una domanda specifica, Weidmann ha affermato che sarà opportuno iniziare a parlare di una rimozione dello stimolo monetario quando la ripresa economica dell’area di riferimento sarà ben radicata e quando la crescita del tasso dell’inflazione non sarà solamente temporaneo, ma duraturo (e, aggiungiamo noi, riscontrato con la presenza dei 4 parametri che il presidente BCE Mario Draghi ha avuto modo di illustrare nel corso della conferenza stampa a margine dell’ultima riunione dell’Eurotower).

A proposito di dichiarazioni, stando a quanto affermato da Villeroy de Galhau (della Banque de France) sarebbe da considerarsi come “illusorio” ritenere che lasciando l’Unione Europea e le regole fiscali ci sarebbero dei vantaggi per l’economia, visto e valutato che il finanziamento del deficit diverrebbe ben presto più costoso, qualora la Francia tornasse ai differenziali di tasso prevalenti prima dell’unione monetaria: una risposta sostanziale alla posizione della Le Pen, che ha già fatto sapere di essere pronta ad abbandonare l’euro qualora uscisse vincitrice dalla prossima tornata di elezioni transalpine.

Concludiamo infine con un rapido aggiornamento macro economico che arriva dal nostro Paese, in cui a gennaio, secondo i dati di Banca d’Italia, le passività nei confronti dell’Eurosistema (ovvero, i c.d. saldi Target2) sono cresciute a 364,7 miliardi di euro, pe un nuovo massimo storico.

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