FCA, Standard & Poor’s migliora l’outlook

Sulla base di un recente comunicato, l’agenzia Standard & Poor’s ha annunciato di aver rivisto al rialzo l’outlook per Fca a «positivo» da «stabile». Il tutto, mentre nel corso delle stesse ore il titolo Fca a Piazza Affari sfondava la soglia (non solo psicologia, ma molto sostanziale) dei 13 euro per azione.

Ma quali sono le motivazioni che sono state apposte da S&P per le proprie conferme e le proprie variazioni? Ribadendo il rating «BB» del gruppo, almeno per il momento, la società di rating ha sottolineato che Fca dovrebbe conservare elevati margini operativi e flussi di cassa, «nonostante i rischi di un rallentamento del mercato automobilistico statunitense e di multe dalla causa civile in corso presso il Dipartimento di Giustizia Usa relativa alle emissioni di alcuni motori diesel». Uno scenario, quello appena tracciato, che consente alla stessa agenzia di rating di poter alzare l’«outlook» sull’emittente.

Tornando all’andamento di borsa di Fca, il gruppo automobilistico ha superato i 13 euro per azione, con una capitalizzazione complessiva di 20 miliardi di euro. Grazie a un inizio di settembre di grandissimo spolvero, il gruppo italo-americano dell’auto ha conseguito un incremento che da inizio anno pesa addirittura per un +50%: al 31 dicembre scorso le quotazioni si attestavano a 8,6 euro per azione.

Si tenga conto, comunque, che una buona parte dell’exploit sul listino italiano sembra essere avvenuto nel mese di agosto, spinto sulla base delle indiscrezioni sull’interesse di gruppi cinesi per gli asset di Fiat Chrysler, e in particolare per Jeep. Nello stesso periodo, peraltro, sono arrivate alcune note di stampa che davano come molto probabili alcune operazioni societarie di valorizzazione degli asset con attività di scorporo e/o di quotazione, come potrebbe avvenire per quanto concerne il business di Magneti Marelli, o quello dei brand di prestigio come Maserati e Alfa Romeo.

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